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Smartphone che si arrotola al polso come un bracciale

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Smartphone che si arrotola al polso come un bracciale

Oggi, più di trent’anni dopo, la Cina e le sue industrie hitech sono tremendamente vicine, e sfidano i più importanti player di questo segmento di mercato direttamente sul loro campo. Così il colosso cinese Lenovo, dopo aver conquistato il settore dei pc, di cui ha ormai la piena leadership mondiale, si appresta a gettare il guanto di sfida ai giganti della telefonia mobile, Samsung e Apple in primis.
Non è un caso che l’azienda di Pechino abbia scelto di ambientare il suo evento vetrina “Tech World” a poche centinaia di metri dal Moscone Center di San Francisco, dove domani prenderà il via il tradizionale appuntamento del WWDC, la gettonatissima conferenza annuale tenuta da Apple.

Tante le novità presentate all’ombra del Golden Gate da Lenovo: due, in particolare, hanno attratto l’attenzione.
La prima si chiama CPlus e anche se si tratta ancora di un prototipo e finora non è stata annunciata una data di distribuzione potrebbe sbaragliare la concorrenza su un tipo di prodotto su cui i principali competitor si arrovellano da anni: quello degli schermi flessibili.
CPlus è infatti uno smartphone Android che ha la capacità di flettersi e di arrotolarsi intorno al polso come un bracciale: una sorta di ideale fusione tra uno smartphone e gli smartwatch oggi tanto di moda.

L’altra grande novità, invece, reca il marchio Motorola: l’azienda americana, pioniera della telefonia mobile, è stata infatti acquisita dalla stessa Lenovo nel 2014.
E lancia un’idea antica e rivoluzionaria al tempo stesso: quella dei telefoni “componibili”.
Il nuovo cellulare si chiama Moto Z, smartphone Android di fascia media e senza particolari fronzoli (a parte l’apparente indistruttibilità): alla conferenza, il Ceo di Lenovo, Yang Yuanqing, si è divertito a lasciarlo cadere da 8 metri d’altezza per ritrovarlo intatto e funzionante. Ciò che lo rende unico è la compatibilità con una nuova tecnologia chiamata “MotoMods”.
Il telefono può essere magneticamente agganciato a sottili moduli esterni (venduti a parte) che aggiungono funzionalità al dispositivo: c’è un mod che trasforma il telefono in un minivideoproiettore, uno in una “sound station”, un altro in un pc vero e proprio e così via.
«Con MotoMods abbiamo creato un vero ecosistema dalle possibilità virtualmente illimitate», ha dichiarato Yuanqing che, al fine di spronare partner e investitori a ideare e realizzare nuovi mod, ha addirittura lanciato un concorso, con un montepremi da un milione di dollari, destinato a chi saprà realizzare la trovata più utile e originale.

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