App android Serval: telefonare senza scheda SIM

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App android Serval: telefonare senza scheda SIM

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SERVAL: LA RETE MESH PER TELEFONARE SENZA SIM

Il progetto è stato sviluppato in Australia (www.servalproject.org), con la collaborazione della Croce Rossa Neozelandese, e mira a rendere possibili le chiamate vocali in qualsiasi parte del mondo, senza doversi basare sui satelliti e le antenne che oggi sono usate per i telefonini.

L’impiego che la Croce Rossa ha in mente è destinato alle situazioni di emergenza come terremoti e uragani, casi in cui le prime cose a saltare sono proprio le telecomunicazioni, che invece sono fondamentali per coordinare i soccorsi e salvare piu vite possibili.

L’idea di base è praticamente la stessa della rete Ninux: si tratta, infatti, sempre di una rete mesh basata sul Wi-Fi, nella quale ogni utente costituisce un nodo e consente la comunicazione ad altri utenti.

La connessione senza fili utilizzata ha it pregio di sfruttare l’hardware dei moderni smartphone (al momento l’app e disponibile solo per Android), che hanno sempre una scheda di rete wireless, e non richiede quindi l’acquisto di ulteriore strumentazione da parte degli utenti.

Tuttavia, questo comporta alcuni problemi di campo: il Wi-Fi, infatti, ha un raggio piuttosto limitato.

In realtà, già all’interno di una grande città sarebbe possibile telefonarsi usando questo sistema.

Per le zone poco popolate, sono stati progettati dei ripetitori di segnale, che dispongono di un raggio di azione cento volte superiore a quello di una normale antenna Wi-Fi.

Questi ripetitori sono, fondamentatmente, delle scatolette che possono essere attaccate a palloni aerostatici oppure inseriti in gallerie net sottosuolo.

Grazie ad essi è teoricamente possibile costruire con poca spesa una rete di telefonia mobile completamente libera.

Naturalmente, il problema di questi ripetitori e che, mentre tutti gli attri componenti delta rete sono gratuiti, questi hanno un costo.

In realta, non si tratta nemmeno di un prezzo eccessivamente elevato: sarebbero sufficienti 300.000 dollari per lanciare sul mercato un prodotto “pronto all’uso” con un costo ridotto al minimo.

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